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Daressalaamensis / Dar-es-Salaam (Tanganica)

Daressalaamensis / Dar-es-Salaam (Tanganica)

Conferenza dei capi missione 1928 (6-9 agosto)

 

Il sinodo, che vide la partecipazione dei principali protagonisti dell’attività missionaria in Tanganica, fu convocato in occasione della presenza in quelle regioni del visitatore apostolico straordinario mons. Arthur Hinsley, chiamato a ricoprire tale delicato incarico nel dicembre del 1927. Monsignor Hinsley si era proposto di visitare le missioni dell’Africa coloniale britannica per prendere visione diretta, innanzitutto, della situazione delle scuole e poter, quindi, riportare alla Congregazione di Propaganda Fide dati e impressioni riguardo a questa e ad altre questioni legate al lavoro missionario che, data la loro importanza, dovevano essere prese in considerazione ai massimi livelli di governo.

     Il sinodo, riunitosi dunque per discutere il tema dell’istruzione nel territorio del Tanganica, come primo atto elesse a presiedere i lavori il visitatore apostolico. Significativo l’elenco dei partecipanti: mons. Gabriele Giuseppe Zelger, Vicario Apostolico di Dar-es-Salaam, accompagnato da padre Hieronymus Schildknecht; mons. Bartolomeo Stanislao Wilson, Vicario Apostolico di Bagamoyo, accompagnato da padre Joseph McCarthy; mons. Enrico Gogarty, Vicario Apostolico del Kilimangiaro, accompagnato da padre Francis Griffin; padre Giuseppe Trudel, Amministratore Apostolico di Tabora, accompagnato da padre Edoardo Michaud; mons. Giuseppe Maria Birraux, Vicario Apostolico del Tanganica; mons. Giuseppe Sweens, Vicario Apostolico del Victoria Nyanza, accompagnato da padre Pierre Rivard; dalla Prefettura di Iringa, il Prefetto, mons. Francesco Cagliero, accompagnato da padre Francesco Sciolla; dall’Abbazia Nullius di Lindi, il Vicario Generale, padre Xavier Hasler, accompagnato da padre Meinulf Kuesters e da padre Patrick Muehlbauer. Erano presenti anche il Segretario Generale dei Padri Bianchi, padre Giuseppe Mazé, e il Procuratore Generale dell’Ordine a Dar-es-Salaam, padre Enrico Raeskin, nonché il segretario di Hinsley, Engelbert Giersbach. Si può affermare che all’assemblea parteciparono sostanzialmente tutti i maggiori responsabili del lavoro missionario nei territori interessati.

     Il visitatore apostolico diede ai capi missione indicazioni e obiettivi fondamentali riguardo alla questione delle scuole: Elevare le scuole a un livello qualitativo alto, con insegnanti e infrastrutture di qualità; Aprire scuole nei luoghi più densamente popolati dove si riteneva che potesse esistere il rischio che venissero istituite scuole governative o protestanti; Formare un corpo di insegnanti ben istruiti e disciplinati; Considerare la scuola come il cuore dell’organizzazione missionaria in ogni Vicariato o Prefettura; Assicurare adeguate cure mediche alle madri e ai bambini; Scegliere segretari dell’Educazione che sollevassero il vescovo dall’onere di occuparsi anche delle questioni educative; Creare un comitato di sacerdoti esperti con lo scopo di consigliare il Vescovo o il Prefetto Apostolico su tali questioni.

     Le risoluzioni del Sinodo furono 29 e possono essere così sintetizzate: 1. Decisione unanime di collaborare con il governo britannico nel campo dell’educazione, collaborazione accompagnata dalla decisa difesa del diritto all'insegnamento religioso sia nelle scuole proprie che in quelle governative; 2. Richiesta ferma della piena libertà di aprire e gestire le proprie scuole; 3. Necessità di una comunicazione più stretta di quanto avvenuto in passato con il rappresentante cattolico del Advisory Committee on Native Education in Tropical Africa di Londra; 4. Previsione della rotazione dei membri cattolici nel Comitato Consultivo del Tanganica e dell’inclusione tra di essi di una religiosa; 5. Organizzazione di corsi di formazione per insegnanti; 6. Richiesta del riconoscimento civile dei titoli accademici di cui fossero in possesso missionari, ancorché rilasciati da istituzioni non ricomprese tra quelle indicate dal governo e previsione di agevolazioni per l’ottenimento di un titolo abilitativo all’insegnamento per coloro che di fatto avevano anni di esperienza nel campo; 7. Richiesta a Propaganda Fide di una miglior formazione dei missionari, con particolare riferimento alla padronanza della lingua inglese e alla conoscenza delle istituzioni inglesi; 8. Una maggiore presenza di religiosi a supporto del lavoro scolastico nelle missioni o, in alternativa, la fondazione di un nuovo ordine dedicato specificamente all’insegnamento; 9. Creazione di collegi locali per la formazione degli insegnanti; 10. Richiesta al governo di istituire una scuola centrale per ogni Vicariato e Prefettura; 11. L’ammissione di studenti non cattolici nelle scuole centrali, con la previsione di misure disciplinari specifiche; 12. Concessione ai cattolici del permesso di frequentare scuole non cattoliche, sia pure con adeguate misure di prudenza; 13. Richiesta di applicazione alle scuole missionarie dello stesso trattamento economico e salariale previsto per le scuole governative; 14. Esigenza della formazione di medici scelti tra religiosi e religiose e della presenza di suore, in possesso di diplomi professionali adeguati, in grado di formare le donne indigene cattoliche all’esercizio dell’attività di ostetrica; 15. Possibilità di contare sulla presenza e collaborazione di medici in grado di formare indigeni all’esercizio della medicina; 16. Proposta di adottare il programma della scuola centrale governativa nei seminari minori; 17. Proposte per agevolare l’attività ispettiva nelle scuole; 18. Richiesta al governo di impartire ai funzionari istruzioni affinché incoraggiassero gli indigeni a partecipare ai programmi educativi e, contemporaneamente, limitare il potere concesso ai capi villaggio che, di fatto, ostacolavano il lavoro dei missionari e degli insegnanti; 19. Protesta da presentare al governo contro i capi villaggio che violavano la libertà di coscienza delle persone sotto la loro autorità, accompagnata dalla richiesta della espressa esclusione di un diritto di veto ad essi spettante in merito all’apertura di scuole nell’ipotesi in cui un certo numero di persone della comunità la richiedessero; 20. L’adesione dei missionari alle Conferenze Missionarie; 21. La ravvisata opportunità di convocare riunioni degli Ordinari ogni tre anni; 22. L’adozione di misure idonee a favorire la diffusione di libri cattolici e la collaborazione alla pubblicazione e diffusione della rivista cattolica Rafiki Yetu; 23. L’invito rivolto ai missionari ad apprendere, oltre allo swahili, il dialetto del distretto nel quale svolgevano la propria attività, in modo tale da utilizzare l’idioma locale per impartire l’istruzione religiosa e predicare i sermoni in chiesa; 24. La difesa dei titoli di proprietà delle terre di missione a fronte di leggi che li comprimevano; 25. La richiesta a Roma di effettuare una ricognizione delle tradizioni indigene e rendere accessibili e fruibili i risultati di tale studio; 26. L’esame della legge matrimoniale in vigore, per giungere alla presentazione al governo di una richiesta di modifica della stessa.

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QQ: Report of the Dar es Salaam Conference. Made by Fr. Dr. Meinulf O.S.B. (English), in: APF, N.S., Vol. 917d, Rub. 38, Prot. 3637/28, ff. 3r-117r; Report of the Dar es Salaam Conference. Made by Fr. Sciolla (Italiano), in: APF, N.S., Vol. 917d, Rub. 38, Prot. 3637/28, ff. 118r-157r. 

Lit.: M. Fuster Cancio, La Conferenza di Dar es Salaam (6-9 agosto 1928). Sinodalità in Africa durante l’epoca coloniale, in: F. Forlani / A. Frenken / Th. Prügl (a cura di), Synodalis consonantia. Konziliengeschichte als Spiegelbild kirchlicher Diskussionskultur und Identitätsfindung, Münster 2024, 663-694.

 

Monica Fuster Cancio

Mai 2025

 

 

Empfohlene Zitierweise:

Fuster Cancio, Monica, “Daressalaamensis / Dar-es-Salaam (Tangancia); Conferenza dei capi missione 1928 (6-9 agosto)" in: Lexikon der Konzilien [Online-Version], Mai 2025; URL:

http://www.konziliengeschichte.org/site/de/publikationen/lexikon/database/4309.html